investire in Cina
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Italia e Cina. Un incontro galante, e anche vantaggioso

Non capita tutti i giorni di ricevere un invito galante. L’Italia ne ha appena ottenuto uno dalla Cina. E, oltre a essere galante, è anche molto vantaggioso.

L’ambasciatore cinese Li Ruiyu ha incoraggiato le aziende italiane a investire in Cina, un paese che da tempo è affascinato dai nostri prodotti e dalla dolce vita. Anche Roberto Giovannini, partner della KPMG (network internazionale di società di servizi alle imprese), conferma che i cinesi, soprattutto quelli con un reddito medio-alto, sono innamorati dello stile di vita all’italiana, sinonimo di lusso e benessere.

Forse per tutte le PMI italiane non è una cattiva idea pensare di accettare l’invito e rivolgersi al mercato cinese.

Regole dell’attrazione. Cosa piace ai cinesi dell’Italia

Cosa attrae dell’Italia? Be’, quello che piace anche a noi italiani e di cui andiamo tanto fieri: il caffè, la pizza, il vino, tutti i prodotti alimentari di qualità, i vestiti, le scarpe, le borse, i mobili e tanto altro ancora, purché sia made in Italy.

E non si tratta solo di esportare i nostri prodotti, ma anche il nostro sapere. La Cina è in una fase di profonda trasformazione. Vuole dire addio alla vecchia crescita disordinata, aumentare le tutele per i lavoratori e per l’ambiente e rinnovare il sistema di lavoro per renderlo più efficiente. Anche in questo caso, il modello al quale guarda è quello occidentale.

Che si facciano avanti tutte le imprese che lavorano nel settore della moda, dell’alimentazione, della ristorazione, della protezione ambientale, dell’agricoltura, delle energie pulite, dell’ingegneria biomedica, dell’elettronica e del trattamento delle acque.

La grande crescita cinese

Perché orientarsi verso il mercato cinese? Ecco qualche numero che saprà parlare in modo più che convincente:

  • Nel 2015, il PIL cinese è cresciuto del 6,9% rispetto al 2014, e nel 2016 ci sono buone possibilità che arrivi al 7%.
  • In Cina, ci sono 100 milioni di abitanti dalle disponibilità medio-alte, che possono essere interessati al made in Italy.
  • Sono previste 20 grandi opere strutturali nei prossimi 5 anni, che riguarderanno più settori: acque, ferrovie, strade e agricoltura.
  • Le banche cinesi sono predisposte a finanziare PMI in cerca di partner esteri.
  • Nel 2015, il governo di Pechino ha dimezzato le restrizioni agli investimenti stranieri in Cina, e le imprese hanno conosciuto un grande alleggerimento del carico fiscale.

Il commercio tra Europa e Cina

Sei un imprenditore e stai già facendo un pensierino sulla Cina? Sappi che non sarai il primo e neppure l’ultimo ad avventurarsi nel mercato cinese.
Il commercio tra Cina e Unione Europea è in espansione, e continua a creare milioni di nuovi posti di lavoro in Europa, anche se ci sono stati rallentamenti a seguito della crisi economica.
Secondo le previsioni, nei prossimi 5 anni la Cina importerà dall’Italia sempre più prodotti e servizi, per un valore stimato pari a 10.000 miliardi di dollari.

Nonostante la grandissima domanda, il rapporto tra importazioni ed esportazioni rimane ancora a vantaggio della Cina, che continua a esportare in Italia il doppio di quello che importa.
Questo significa che la domanda dei nostri prodotti e servizi è potenzialmente grande, ma ancora insoddisfatta dall’offerta. Insomma, sembra che le imprese italiane vogliano farsi ancora un po’ corteggiare.

Come sondare l’andamento del mercato internazionale

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