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La crescita dei fondi immobiliari, anche in Italia 

La crescita dei fondi immobiliari è un fenomeno globale che coinvolge anche l’Italia: secondo il 31º rapporto redatto da Scenari Immobiliari relativo ai fondi immobiliari in Italia e all’estero, la crescita del fatturato è ampiamente diffusa, ad eccezione del Regno Unito, che è alle prese con i postumi della Brexit. Per l’Europa, considerando i maggiori Paesi (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera), la crescita prevista per la fine del 2017 si attesta intorno all’8%, con un patrimonio stimato di oltre 550 milioni di euro.

Per l’Italia i fondi immobiliari attivi sono 407 e sono tutti in ottima salute, dopo la crescita del mercato immobiliare successiva al periodo di profonda crisi. La crescita del mattone gestito, per il nostro Paese, ha un Nav (acronimo di net asset value) stimato di oltre 50 di miliardi di euro, e registra un incremento del 4,2% rispetto al 2016, con uno stock superiore a quanto detenuto dal sistema assicurativo, previdenziale e bancario nazionale.

I dati a livello mondiale dimostrano che il comparto immobiliare è in netta ripresa, così come la risalita dei prezzi nel settore residenziale, anche se permangono evidenti differenze in relazione alle diverse aree geografiche. L’incremento delle compravendite è diffuso in tutti i Paesi, in particolar modo in Italia, che ha registrato l’incremento più alto dopo un periodo di stagnazione.

Secondo il presidente di Scenari immobiliari, «Il settore immobiliare residenziale è in crescita in molti mercati, con un generalizzato aumento delle compravendite, guidate quasi ovunque dall’andamento positivo dell’usato, che rappresenta oltre due terzi degli scambi. È in crescita anche l’interesse per il comparto come asset class, soprattutto da parte degli investitori istituzionali americani, che negli ultimi due anni hanno investito circa la metà della cifra globale, sei miliardi di dollari, nel Regno Unito, e recentemente hanno incrementato la quota di acquisti nell’Europa continentale. In aumento il trend dei prezzi nella maggior parte delle piazze e alcuni Paesi europei, Romania, Germania e Svezia, figurano ai primi posti nella classifica mondiale per incremento annuo. Il 2017 rappresenta l’anno della svolta per l’Italia, sebbene non in tutti i territori. Londra ha mostrato una performance negativa, con cali delle quotazioni compresi tra il 3 e il 9% e le prospettive rimangono incerte».

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