startup innovative italia 2016
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Tutti i numeri delle startup innovative in Italia

Ho una startup.

Ti sarà successo, scommettiamo più di una volta, di ricevere questa risposta alla domanda “Che lavoro fai?”. Sembrerebbe che le startup, in Italia, siano davvero tante. Ma quante sono esattamente? E, soprattutto, in quali settori operano e in quali regioni si concentrano?

Per rispondere a tutte queste domande abbiamo consultato il rapporto di InfoCamere (luglio 2016) che contiene i numeri sulla situazione startup in Italia.

Ti raccontiamo subito che cosa abbiamo scoperto.

La crescita delle startup innovative

Come prima cosa, abbiamo visto che le startup, in Italia, stanno crescendo anno dopo anno. Se a marzo 2015 quelle iscritte al Registro delle Imprese erano 5.439, a fine giugno 2016 sono 5.943. Quindi 504 in più, in poco più di un anno. In termini percentuali la crescita è del 9,27% (quella delle società di capitali si attesta all’1,16%).

Le startup con team composti per lo più da giovani di età inferiore ai 35 anni sono 1.323, il 22,3% del totale. Una percentuale considerevole se confrontata a quella delle società di capitali con prevalenza giovanile, che sono solo il 6,7%.

La crescita del capitale e la produzione delle startup

Non aumenta solo il numero di aziende, aumenta anche il capitale sociale medio per startup. Di quanto? Da aprile a inizio luglio è cresciuto dell’8,3%, per un capitale complessivo di 328,4 milioni di euro (in media 55 mila euro a startup).

Quello che stenta ad aumentare è il valore della produzione media. Su 2.860 startup con bilanci depositati, la metà ha prodotto poco più di 20.000 euro. Ѐ come se per ogni euro di produzione si generassero 15 centesimi di valore aggiunto. Una cifra più bassa rispetto a quella delle società per capitali, che è di 21 centesimi. Insomma, da questo punto di vista sembra che si debba ancora ingranare.

Gli “impiegati” nel settore startup

Uno degli aspetti più interessanti di queste giovani imprese è che generano nuovi posti di lavoro. A fine marzo 2016, 2.356 startup con dipendenti davano lavoro a 8.193 persone. Rispetto a fine dicembre, c’è stato un aumento di 1.669 unità. Per darti un’idea più chiara: in 3 mesi ogni impresa, in media, ha assunto 3 dipendenti in più. Niente male!

3 settori delle startup: servizi, industria e commercio

Che sono tante l’abbiamo capito, ma di cosa si occupano le startup? I dati ci indicano anche questo. La maggior parte, esattamente il 71,3%, produce servizi per le imprese. In particolare:

  • il 30% produce software e consulenza informatica;
  • il 14,8% si occupa di attività di ricerca e sviluppo;
  • l’8,2% offre servizi d’informazione.

Anche nel settore industriale le startup non mancano: sono il 18,9%. Nel dettaglio:

  • il 3,7% fabbrica computer, prodotti elettronici e ottici;
  • il 3,4% produce macchinari;
  • il 2,1% si occupa di apparecchi elettrici.

Le startup impegnate nell’ambito del commercio sono, invece, circa il 4,4%. Una percentuale più bassa rispetto agli altri settori.

La diffusione delle startup innovative

Ora, mappa alla mano, ci resta solo da vedere quali sono le regioni e le città più “fertili”. Quelle dove si concentra il maggior numero di startup in Italia.

Stando ai dati del rapporto di InfoCamere, la Lombardia si aggiudica il maggior numero di startup innovative: sono 1.285, ossia il 21,6% del totale. La seguono l’Emilia-Romagna con 703 imprese, il Lazio con 601, il Veneto con 450 e il Piemonte con 387.

I fanalini di coda della classifica sono la Basilicata con 46 startup, il Molise con 21 e la Valle d’Aosta con solo 11 imprese.

Qual è la città con il maggior numero di startup? Dopo gli ultimi dati non è difficile immaginarlo: Milano è la provincia con il terreno più fertile. Qui sono cresciute ben 874 startup innovative, il 14% del totale. Seguono Roma con 520 imprese, Torino con 291, Napoli con 190 e Bologna con 178.

Sì, i numeri sono tanti, ma sono indispensabili per avere un quadro più chiaro della situazione startup in Italia. E nel caso non ti fossero ancora bastati, ti rimandiamo al rapporto di InfoCamere, dove ne troverai ancora qualcuno per approfondire.

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