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Canone d’affitto concordato: cos’è e quali vantaggi offre

Sappiamo che le parole “affitto” e “concordato”, così vicine, ti lasciano un po’ perplesso. Mettere d’accordo il proprietario di un appartamento e il suo affittuario non è un’impresa semplice: quando una parte è soddisfatta, l’altra rimane scontenta. È la dura legge della contrattazione.

Eppure una via d’uscita c’è: il canone d’affitto concordato può mettere d’accordo le parti perché entrambe possono godere di alcuni vantaggi.

Vediamo di capire meglio in cosa consiste questo elisir di lunga… intesa.

Caratteristiche del contratto concordato

Cosa rende particolare questa forma di contratto? Tanto per iniziare, a differenza di un contratto a canone libero, in quello concordato l’ammontare del canone d’affitto è stabilito da accordi tra le organizzazioni che rappresentano le due parti: locatore (chi detiene l’appartamento) e locatario (chi prende in affitto l’appartamento).

Il canone concordato non può essere applicato in ogni caso, è possibile solo se l’appartamento in questione si trova in un comune ad alta tensione abitativa. Puoi verificare se il tuo comune è tra questi consultando l’elenco CIPE.

L’hai trovato nella lista? Bene, allora andiamo avanti e vediamo come funziona la valutazione dell’immobile.

La valutazione dell’immobile

Come viene stabilito il canone d’affitto? Be’, per fare in modo che la cifra sia oggettiva, vengono presi in considerazione diversi parametri:

  • Efficienza del comune, ovvero cosa offre al cittadino in termini di dotazioni infrastrutturali, trasporti pubblici, parchi e giardini, scuole, servizi ospedalieri e attività commerciali.
  • Metratura e dotazioni particolari dell’appartamento.
  • Valori minimi e massimi del canone al metro quadro stabiliti per la zona.

A valutazione compiuta, l’inquilino e il proprietario avranno a disposizione un valore locativo minimo e uno massimo. Il canone d’affitto dovrà rimanere entro questo range per stipulare un contratto a canone concordato. Un contratto che sarà triennale, con due possibilità di rinnovo (3+2) e dovrà essere registrato entro 30 giorni dalla stipula. Il modello da utilizzare si chiama RLI e la tipologia di contratto L2.

Ora, bisogna “solo” capire quali vantaggi offre il contratto concordato. Che tu sia locatore o locatario, continua a leggere perché non ne mancano per entrambi.

Il vantaggio per l’inquilino

Per te, inquilino, il vantaggio offerto da questo contratto è semplice: il canone d’affitto concordato, di solito, è inferiore a quello di un affitto libero.

Ti è venuta voglia di approfittarne subito? Puoi proporre in qualsiasi momento al tuo proprietario di sostituire il contratto a canone libero con uno concordato. Se sarete entrambi d’accordo, basterà disdire il contratto in corso e stipularne uno nuovo. Come fare te l’abbiamo spiegato.

Pensi che il tuo locatore non accetterà mai? Be’, non è detto, perché i vantaggi non mancano neanche per lui.

4 vantaggi per il proprietario di casa

Per te, proprietario di casa, che ti preoccupi di non avere il controllo sul canone del tuo appartamento affittato, sappi che i vantaggi del canone concordato sono 4:

  • Chi sceglie la cedolare secca sul 730 (al posto dell’Irpef) andrà incontro a un’aliquota ribassata al 10% (anziché al 21%).
  • Anche l’imponibile Irpef (ovvero il canone dichiarato sul 730) è ridotto dall’85% al 66,5%.
  • L’imposta di registrazione del contratto, che di solito è divisa a metà tra il proprietario e l’inquilino, è pari all’1,4% del canone, invece che al 2%.
  • Alcuni comuni, inoltre, possono decidere di abbassare l’IMU per chi sceglie questo tipo di contratto. Nel dettaglio, le aliquote possono scendere fino al 4 per mille, mentre, di solito, sono comprese tra il 7,6 e il 10,6 per le seconde case.

Chi ha già scelto il canone d’affitto concordato

Giusto per darti un’idea, in Italia la maggior parte dei comuni, soprattutto quelli del Centro Italia, hanno già aderito a questa forma di contratto.

Prendiamo i dati di Idealista: in Italia il 41% dei contratti d’affitto sono di questo tipo. Vediamo alcuni numeri:

  • a Grosseto sono il 90%;
  • a Firenze sono più del 50%;
  • a Bologna sono il 44%;
  • a Roma il 32%;
  • a Milano, invece, non arrivano al 5%.

Insomma, possiamo dire che nella maggior parte dei casi il contratto a canone concordato è stato ben accolto. E che, a quanto pare, grazie a questo “elisir di lunga intesa”, l’accordo tra proprietari e inquilini non è solo un lontano miraggio.

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