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Telelavoro e smart working. Un nuovo modo di lavorare

La sveglia suona all’alba: esci di casa, aspetti l’autobus, arrivi alla fermata della metropolitana e poi una bella passeggiata fino all’ufficio, dove entri alle 9:00. Andare a lavoro a volte è un lavoro, tanto che sarà capitato anche a te di desiderare il teletrasporto.
Purtroppo il teletrasporto non esiste, ma il telelavoro sì, ed è anche molto comodo.

In questo post ti spieghiamo cos’è il telelavoro e cerchiamo di capire perché questa soluzione può davvero mettere d’accordo titolari e dipendenti. Per entrambi, infatti, i vantaggi non mancano. Scopriamoli insieme.

Cos’è il telelavoro?

È la possibilità di svolgere il proprio lavoro da casa, o da qualsiasi luogo che non siano i locali dell’azienda. L’idea è nata nel 2002, ma in Italia il telelavoro è operativo solo dal 2015. Ecco perché forse non ne hai ancora sentito tanto parlare.

…e come funziona?

Non si tratta di un contratto, quindi non è necessario stabilire l’attuazione del telelavoro in fase di assunzione. In qualsiasi momento si può decidere di sperimentarlo, anche per brevi periodi, per capire se si rivela vantaggioso o meno. Si tratta quindi di una modalità di lavoro reversibile.

Oltre a essere reversibile, il telelavoro è anche opzionale. Lavoratore e datore di lavoro devono essere entrambi d’accordo per attuarlo. Non si può imporre.
Il telelavoratore mantiene invariata le proprie attività e lo stipendio e allo stesso tempo conquista una maggiore autonomia nell’organizzazione dei tempi. Si ragiona per obiettivi, l’importante è portare a termine gli impegni e rispettare le consegne.

Vantaggi e incentivi del telelavoro

Ti sarai fatto un’idea dei vantaggi offerti dal telelavoro. Possiamo riassumerli così:

  • I dipendenti ottimizzano il proprio tempo, sono meno stressati e quindi più produttivi.
  • Le aziende risparmiano i costi per attrezzature e postazioni, e possono investire in nuove risorse umane.
  • Le aziende possono anche godere di incentivi statali.

Già, esistono degli incentivi per le imprese che scelgono il telelavoro. Lo sapevi?
Già nel 2011, e con la successiva Legge di Stabilità del 2012, erano stati introdotti alcuni premi per le imprese che facilitavano la conciliazione lavoro-famiglia dei propri dipendenti. In particolare erano previste sovvenzioni alle aziende che concedevano un orario flessibile a determinate categorie di lavoratori, come a chi ha figli disabili o parenti a carico non autosufficienti.

Il Jobs Act prosegue le agevolazioni per chi adotta lo smart working. Cosa si intende per smart working? Il 29 gennaio 2014 è stata depositata una Legge che lo spiega. Ti facciamo una breve panoramica.

Lo smart working

Per smart working si intende un accordo che prevede fino al 50% di prestazioni lavorative fuori dall’azienda, svolte attraverso strumenti informatici. Si fa una maggiore chiarezza anche sulla fornitura degli strumenti di lavoro: i computer e i software devono essere a carico del datore di lavoro. A meno che il lavoratore non preferisca utilizzare i propri.

Gli strumenti dello smart working

Quali sono gli strumenti che potrebbero rivelarsi utili a un telelavoratore? Secondo un’indagine Regus sono esattamente gli stessi che vengono utilizzati dalla maggior parte delle aziende nel regolare lavoro d’ufficio.
Dati alla mano. Vediamo cosa ci dice lo studio condotto su manager e professionisti italiani:

  • L’89% delle aziende italiane impiega web app per la gestione del lavoro, la media mondiale è dell’86%. Gli strumenti più utilizzati sono: Dropbox, Google Drive, WeTransfer, Google Hangouts e Microsoft Remote Desktop.
  • Più del 96% usa WhatsApp, Skype, Facebook Messanger, Viber e WeChat per le comunicazioni professionali.

Insomma, è tutto pronto per il cambiamento. E tu?

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